Come l’Internet of Things aumenta la produttività delle aziende

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Come l'IoT aumenta la produttività

L’Internet of Things, conosciuto anche con l’acronimo IoT o con il termine “Internet delle Cose”, rappresenta una delle prospettive più interessanti per le aziende su scala globale. Il potenziale è altissimo e, più in generale, va inquadrato nel contesto più ampio dell’Industria 4.0 e degli strumenti che essa mette a disposizione delle imprese per il miglioramento del business.

Nel 2017, l’Internet of Things ha generato soltanto in Italia un valore di mercato superiore ai tre miliardi e mezzo di euro, con un incremento pari al 32% rispetto all’anno precedente. È facile dunque comprendere come la rete di dispositivi costantemente connessi, e in grado di interagire sia tra loro che con l’ambiente circostante, non è più solamente parte del quotidiano dell’utilizzatore finale, ma anche delle aziende.

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Ecco perché i dispositivi Internet of Things, ossia dotati di sistemi di intelligenza artificiale in grado di raccogliere dati e informazioni analizzabili, sono da considerarsi una chance per incrementare produttività, efficienza e sicurezza delle imprese. L’impiego di questa tecnologia non è soltanto ad ampio spettro, grazie alla grande varietà in termini di funzionalità e ambiti di utilizzo, ma permette anche di risolvere una serie di criticità aziendali, migliorare il flusso produttivo e persino prevedere i trend di mercato.

Sotto l’aspetto dell’assolvimento degli obblighi legati al Decreto legislativo 81/2008, i livelli di sicurezza in azienda possono essere implementati in modo sensibile attraverso lo sviluppo ad hoc di specifici dispositivi wearable (un esempio? Bracciali in grado di monitorare la frequenza cardiaca degli operatori, così da monitorarne lo stato di salute; o addirittura caschi da lavoro in grado di tenere sotto controllo le onde cerebrali dei lavoratori e determinare dunque l’adeguatezza sia della frequenza che della durata dei momenti di pausa) ma, di fatto, le applicazioni dell’Internet of Things sono potenzialmente illimitate.

Ciascun settore professionale può beneficiare dell’IoT attraverso un’analisi preliminare delle sue specifiche prerogative e peculiari esigenze, che non possono essere risolte da soluzioni standard. In questo senso, l’innovazione e la ricerca che rappresentano la base stessa dell’Internet delle Cose sono in grado di fornire le risposte adeguate. Se, fino a pochi anni fa, l’unica possibilità risiedeva nello sviluppo in-house di prodotti e piattaforme customizzate, le nuove tecnologie permettono ora di risolvere il problema di rapida obsolescenza che caratterizza, tipicamente, queste soluzioni. Il merito, in questo caso, è da addurre all’Intelligenza Artificiale, che sostituisce i “vecchi” schemi fissi e omologati per settore con un modello flessibile in parte basato sui fondamenti delle singole industrie, ma al contempo in grado di adattarsi alle evoluzioni dell’impresa grazie all’auto apprendimento.

Ecco dunque entrare in gioco nuove categorie tecnologiche, come il Machine Learning e i Cognitive Services, che permettono alle macchine di riconoscere sia routine che eccezioni nei dati, strutturati o meno, attraverso la loro raccolta e analisi. Successivamente, tali dati vengono segnalati agli amministratori di sistema offrendo la possibilità di verificare eventuali malfunzionamenti o anomalie, sacche di inefficienza o potenziali di miglioramento produttivo: è in questo modo che la filiera aziendale viene ottimizzata, attraverso processi basati su specifici obiettivi.

In definitiva, ogni settore può riscontrare specifici vantaggi nell’adozione di piattaforme di IoT. Qualche esempio pratico?

  • Le case automobilistiche possono monitorare l’usura di specifiche parti meccaniche in base alle sollecitazioni effettive ricevute da ciascun veicolo o causate da specifici stili di guida, attivando di conseguenza alert per i conducenti
  • Le aziende specializzate in Utilities possono connettere trasformatori e centraline individuando, attraverso i sistemi IoT, eventuali picchi energetici e dunque prevenendo ed evitando disservizi sulla rete
  • In ambito manifatturiero, l’applicazione di sensori ai macchinari o ai prodotti che escono dalle catene di montaggio permette la generazione di “gemelli digitali” degli oggetti fisici, ossia simulazioni in grado di riprodurne virtualmente le caratteristiche trasponendone le fasi di prototipazione e test tramite software
  • In ambito Risorse Umane, la diffusione di smart device negli ambienti lavorativi permette di individuare le scelte migliori per la gestione delle strutture e, di conseguenza, del personale, attraverso sensori che controllano luce, umidità, temperatura e ogni altra caratteristica degli uffici. In questo caso, l’analisi dei dati raccolti permetterà di valutare l’effetto che l’ambiente ha sul team di lavoro, sia in termini di comfort che di produttività
  • In ambito logistico, l’impiego di tecnologie IoT genera una maggiore efficienza e un risparmio economico oggettivo: si pensi all’esempio di UPS, che ha implementato sensori per il monitoraggio di ogni aspetto del trasporto e della consegna, riuscendo in questo modo – tramite la consueta analisi dei dati – a migliorare i percorsi, effettuare le corrette manutenzioni dei mezzi, gestire i tempi morti

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